Massimo Robiony è Professore Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale presso l'Università degli Studi di Udine. Dal 2015 dirige la Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale di (ASUFC) e la Scuola di Specializzazione. Dal 2023 è Direttore del Dipartimento Testa-Collo e Neuroscienze (DAI), dove ha avviato un innovativo progetto basato sull'umanizzazione delle cure e benessere organizzativo. Nel suo pensiero scientifico e umanistico, sostiene che l'umanizzazione deve tradursi in un percorso emotivo, relazionale e formativo, capace di integrare innovazione e tecnologia per i cittadini, in una visione etica della cura.
Medico, scienziato e innovatore, ha dedicato la propria vita professionale a coniugare eccellenza clinica, ricerca scientifica e umanità della cura, contribuendo in modo determinante al progresso della chirurgia cranio-facciale in Italia e in Europa. Pioniere nell'uso degli ultrasuoni in chirurgia maxillo-facciale, ha introdotto a Udine una rivoluzione tecnologica basata su realtà virtuale, stampa 3D, realtà aumentata, Bio-printing ed Intelligenza artificiale, istituendo un vero e proprio point-of care per la chirurgia personalizzata e di precisione, migliorando la qualità di vita dei pazienti e rendendo la sanità friulana un punto di riferimento nazionale e internazionale. In questa prospettiva ha introdotto il concetto di «tecnoumanizzazione», inteso come alleanza tra scienza, tecnologia e responsabilità, dove l'intelligenza artificiale deve essere trasparente, etica e sostenibile.
Svolge un ruolo di primo piano nelle Istituzioni Sanitarie Italiane. E' componente del Tavolo Tecnico del Ministero della Salute per l'Umanizzazione delle Cure e il Benessere Organizzativo, ed esperto del Tavolo Tecnico Ministeriale per le Patologie Oncologiche del Distretto Testa-Collo. Componente del Comitato Etico della LILT Nazionale. Attraverso il lavoro «sul campo», promuove un modello di sanità evoluta che pone al centro la persona, dimostrando come la chirurgia traslazionale e la riflessione umanistica possano convergere nel «golden circle» dell'ecosistema salute: un equilibrio tra competenza, empatia e innovazione, a beneficio dell'intera collettività.